Consigli per finire bene il lungo inverno

CONSIGLI E CURE NATURALI PER L’INVERNO

Prevenire le infezioni da raffreddamento e i disturbi artroreumatici.

Affrontare l’influenza suina con i metodi naturali.

Aumentare le difese immunitarie.

Conferenza pubblica richiesta dal Comune di Cremona, aggiornata novembre 2009

Relatore: Dott. ROBERTO ANTONIO BIANCHI,

Medico chirurgo, Scienza dell’alimentazione.

Specialista in Medicina Preventiva e Medicina del Lavoro.

Direttore Sanitario Casasalute Clinica Terapie naturali e Biologiche

CONSIGLI E CURE NATURALI PER L’INVERNO

1) Siamo più deboli di fronte alle malattie infettive?

La Sociètà Italiana di Pediatria ha a suo tempo  dichiarato che un bambino è sano quando ha un numero di episodi infettivi all’anno minore di 12. Ritengo in realtà che un bambino sia sano quando abbia al massimo 1 o 2 episodi infettivi l’anno, e ciò avviene quando abbiamo un sistema immunitario forte e reattivo. Le nostre attuali abitudini di vita (case climatizzate, scarso tempo passato all’aperto, alimentazione eccessivamente raffinata e sterilizzata, mancante di microorganismi eubiotici saprofiti, fumo, inquinamento atmosferico, abuso di antibiotici e vaccini facoltativi, soppressione costante di scoli e febbri) hanno reso di fatto il nostro organismo meno “ruspante”, meno resistente agli attacchi e alle variazioni esterne.

2) Il sistema immunitario

Il nostro sistema di difesa è esperienziale, cioè impara dalle esperienze infettive proporzionalmente al numero e alla qualità. Mettere sotto cappa i nostri bambini e i nostri anziani non rinforza l’immunità.

Ciò che ci rinforza è certamente un’alimentazione, fin dalla prima infanzia, ricca di Prebiotici (inulina e ortaggi amari come radicchio e carciofo), Probiotici (cibi vivi e vitali, fermenti lattici), Antiossidanti e Vitamina C (agrumi, rosa canina, ortaggi e frutta fresca), Polifenoli e numerosi Nutriceutici presenti nei cibi integrali, crudi, freschi e naturali. Fare tanto sport e movimento, sudare tutti i giorni, fare respirazioni complete respirando con il naso e non con la bocca, avere sempre pensieri positivi e ottimistici che antagonizzano i radicali liberi, come da ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi 4 anni. Evitate assolutamente tutti i cibi sterili, cioè che non hanno vita biologica né microorganismi saprofiti, come gli omogeneizzati, gli inscatolati e tutti i cibi a lunga conservazione.

Anche il Ferro è importante per rinforzare le difese immunitarie. Al bando quindi diete drastiche squilibrate, consumare molto pesce, uova, legumi e frutta secca (pinoli, mandorle, semi di girasole, semi di sesamo, noci, castagne, pistacchi, ceci).

La fibra alimentare tiene pulito l’intestino (sede dell’ 80% in superficie del sistema immune) e depura l’organismo da scorie e tossine tra cui metalli pesanti, radionuclidi, pesticidi, ecc.

Quindi mangiate regolarmente cibi integrali a coltivazione biologica (riso, pasta, segale, avena, ortaggi e legumi).

Respirare profondamente e regolarmente, ossigena il corpo, rilassa e centra la mente, drena i cataboliti tossici presenti nella linfa, riattiva i globuli bianchi e rossi del sangue. Gli studi sui gruppi di popolazioni che effettuano esercizi di respiro e meditazione(Ossigenoterapia) dimostrano la loro immunità da malattie vascolari, tumorali e immuno depressione. Quindi respirate a pieni polmoni (abbiamo 5 litri di capacità respiratoria e usiamo solo 500 cc!) Inoltre fate tantissimo moto, yoga, danza e qualsiasi stile sportivo vi aggrada.

Raccomando Pause, Sonno, riposo adeguato e.. riposarsi dallo stress attivando le onde alfa, pace per la mente

3) il Ruolo curativo della febbre

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Colesterolo: combattiamolo per prevenire l’aterosclerosi

Colesterolo: combattiamolo per prevenire l’aterosclerosi

Con una corretta alimentazione e con preparati naturali il colesterolo ha le ore contate. Abbassandolo entro i limiti vivremo più serenamente senza temere infarti o ictus.

Con una corretta alimentazione e con preparati naturali il colesterolo ha le ore contate. Abbassandolo entro i limiti vivremo più serenamente senza temere infarti o ictus.

I dati parlano chiaro: in Italia, così come negli altri paesi industrializzati occidentali, ben il 50% delle morti è dovuto a infarti cardiaci, celebrali, polmonari, renali, ictus, tutte patologie legate all’aterosclerosi. Questo termine, che deriva dall’unione di due parole greche (athere e scleros), indica la condizione patologica in cui placche di grasso (le athere) si accumulano sulla parete interna dei vasi arteriosi, diventando col passare del tempo sempre più dure (scleros sta per “duro”) e finendo con l’ostruire il libero flusso del sangue. E se il sangue non fluisce a causa di una chiusura del vaso sanguigno, la diretta conseguenza è un infarto, un ictus. Prevenire l’aterosclerosi è però possibile, prestando innanzitutto attenzione al livello di colesterolo nel sangue, come viene spiegato qui di seguito.

Il colesterolo è un grasso, un lipido (e più precisamente uno sterolo) prodotto soprattutto dal fegato, ma anche da pelle, cervello, surrenali, intestino, aorta. Benché il nostro corpo ne abbia bisogno per assolvere a diverse funzioni (se non ci fosse colesterolo le ghiandole fondamentali – ipofisi, ovaie, testicoli e surrenali – non sarebbero in grado di produrre i propri ormoni né il fegato potrebbe sintetizzare la bile, anche la vitamina D verrebbe meno) non dobbiamo dimenticare che il colesterolo nel sangue deve mantenersi, onde evitare l’insorgenza della malattia aterosclerotica, entro il valore di 180-200 mg per decilitro di sangue. Per comprendere la tendenza aterosclerotica di una persona è però molto importante considerare non solo il valore totale del colesterolo nel sangue: gioca infatti un ruolo determinante anche il rapporto tra HDL-colesterolo e LDL-colesterolo.

Vediamo in dettaglio questi due tipi di colesterolo, che si differenziano a seconda del tipo di lipoproteina con cui si combinano per circolare nel sangue. Nel caso in cui il colesterolo si combini con lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoproteins) si parla di LDL-colesterolo. È questo il “grasso cattivo” perché, essendo trasportato dal fegato alla periferia, tende a depositarsi sulle pareti dei vasi arteriosi. Le placche poi col passar degli anni si irrigidiscono, finendo per ostruire i vasi sanguigni. L’HDL (High Density Lipoproteins) indica invece il grado di ripulitura del grasso nel sangue. Le lipoprotine ad alta densità veicolano infatti il colesterolo dalla periferia al fegato, riassorbendo quello circolante. Se il rapporto tra HDL-colesterolo e LDL-colesterolo si mantiene nei limiti di 30-50 mg per decilitro la situazione è del tutto normale. Viceversa è necessario intervenire, puntando innanzitutto su una corretta alimentazione. Il consumo eccessivo di saccarosio, di grassi animali e di sale, unito a un limitato apporto di fibre, è una concausa scatenante della ipercolesterolemia e, conseguentemente, delle malattie dell’apparato cardiovascolare.

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