Orecchio: che male!

Primavera e autunno sono “stagioni no” per le orecchie, soprattutto per quelle dei bambini: colpi d’aria e sbalzi di temperatura, uniti a raffreddamenti, possono causare fastidiosi dolori d’orecchio che il dottor Bianchi ci spiega come curare, ricorrendo pensate un po’, anche alle cipolle.

Quando l’aereo decolla, si sa, le orecchie tendono a “tapparsi”, ma basta deglutire un poco e il nostro udito torna normale… non c’è bisogno di allarmarsi, stiamo solo salendo in quota. Che fare invece se all’improvviso cominciamo a sentire tutto ovattato intorno a noi? All’inizio può quasi essere piacevole, i rumori sembrano provenire da un mondo lontano, a noi parallelo: la musica ad alto volume dei vicini scomparsa come per incanto, la nostra sveglia ha un trillo insolitamente delicato… Ma quando cominciamo ad avvertire un intenso dolore alle orecchie, lo stupore lascia presto il posto a una viva preoccupazione: “Non starò diventando sordo?” Tranquilli: probabilmente si tratta di un semplice dolore al timpano, che comunque non va affatto sottovalutato. Con l’aiuto del dottor Roberto Bianchi impariamo a riconoscerlo e a curarlo.

Il comune mal d’orecchio va declinato in due patologie che hanno cause, caratteristiche e pericolosità differenti: c’è l’otite esterna e c’è quella media.

La prima è una infiammazione del condotto uditivo esterno causata generalmente da batteri, dal freddo o dall’accumulo di cerume. I disturbi ad essa associata sono generalmente di lieve entità: diminuzione dell’udito, prurito, dolore se si formano foruncoli, sensibilità della parte. Per combatterla non serve generalmente una cura antibiotica (anche se è consigliabile l’assunzione di 10 gocce di propoli due volte al dì): basta una terapia locale con olio di levistico (due gocce due volte al dì per una settimana da mettere nella cavità auricolare).

Più grave e complessa da curare è invece l’otite media, cioè l’infiammazione interna dell’orecchio che si manifesta con l’otalgia (mal d’orecchio), la febbre e la rinite. La pericolosità di questa patologia è legata al fatto che: – riguarda un organo ricco di meandri – siamo vicinissimi alle meningi e l’insorgenza di complicazioni può portare a meningiti o a mastoiditi Si consiglia pertanto sempre un consulto dal proprio medico curante.

L’orecchio medio è collegato alla nasofaringe dalle tube uditive (chiamate di Eustachio): da queste, quando è in atto un raffreddore, un mal di gola o una sinusite, batteri o virus possono penetrare nell’orecchio provocando pus, muco e altre secrezioni che, premendo sul timpano, provocano un dolore acuto. Per fermare l’infezione bisogna innanzitutto intervenire con una terapia antibiotica mirata: l’antibiogramma ci consente di capire quale germe è implicato.

È inoltre necessario permettere il drenaggio delle secrezioni perché se il fluido rimane bloccato nell’orecchio l’otite può divenire cronica o permanente. Come fare? La medicina popolare insegna un rimedio semplice ed efficace a base di cipolle: non sono da mangiare, ma da tritare, riscaldare ed appoggiare avvolte in una garza sull’orecchio. Il solfuro di allide in esse presente (quello per intenderci che ci fa lacrimare gli occhi ogni volta che le peliamo), ha un’importante azione mucolitica e drenante, facilita cioè l’eliminazione delle secrezioni presenti nell’orecchio. A livello locale va inoltre utilizzato l’olio di levistico: due gocce due volte al dì nella cavità auricolare.

Un ulteriore aiuto alla liberazione dell’orecchio medio e della tuba uditiva viene da una corretta igiene nasale: soprattutto i bambini vanno aiutati a soffiarsi bene il naso, intervenendo quando necessario, anche con spray a base di nebulizzazione salina che hanno un’azione solvente sul catarro. Proprio i bambini sono più soggetti rispetto agli adulti a questa patologia: colpa delle adenoidi la cui infezione può portare a congestione e otiti. In questo caso la cura locale per le orecchie va associata a una terapia mirata per l’ipertrofia dell’adenoide: si tende sempre più spesso a non intervenire chirurgicamente.

Prodotti omeopatici danno buoni risultati, soprattutto se uniti a un’alimentazione mediterranea. Studi hanno per esempio dimostrato che in bambini vegetariani tonsilliti e adenoiditi acute sono rarissime perché il drenaggio renale e intestinale legato a un’alimentazione povera di sodio, ricca di scorie e di fermenti lattici naturali previene l’ipertrofia tonsillare.