Liquirizia: radice amica

Ecco illustrate le proprietà curative di quest’antica radice.

Sebbene non siano menzionati nei libri di storia, si dice che bastoncini di liquirizia siano stati ritrovati nella tomba di Tutankamon. Certo, se confrontate con le magnificenze del corredo funebre del grande faraone, le radici di liquirizia passano naturalmente in secondo piano. Leggenda o realtà certo è che già nell’antichità la liquirizia veniva utilizzata grazie alle sue ottime proprietà teraputiche. Il suo nome scientifico, Glycyrrhiza glabra, si deve ai Greci: Glykys significa dolce e rhiza radice. Risulta che presso quella civiltà due illustri medici (Ippocrate e Galeno) la prescrivessero per la cura della tosse, delle coliche renali ed epatiche, dei bruciori allo stomaco. Ma ne facevano anche uso i medici indiani e cinesi. Sebbene nei secoli la liquirizia abbia continuato a essere utilizzata sono senz’altro gli studi degli anni ‘50 ad averla fatta ritornare agli onori dei medici. Si è infatti dimostrato che questa radice poteva cicatrizzare le ulcere dello stomaco e del duodeno. Alle proprietà curative della liquirizia è stato addirittura dedicato un museo in un paesino della Calabria (Rossano)!

La liquirizia, nome scientifico Glycyrrhiza glabra L, è anche conosciuta come Maurizia, regolizia, glicirizza, dionizia, rades dolos, migulezia, niclizia. Appartiene alla famiglia delle Papilionaceae (o delle leguminose). Cresce prevalentemente sui litorali dell’Italia meridionale e nelle zone padane fino ad 800 metri. Della liquirizia si usano le radici che vanno raccolte tra settembre e novembre, quindi spezzettate, essiccate al sole e poi conservate in vasi di vetro.

 

Botanica

E’ una pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 m. Le sue foglie sono costituite da una serie di foglioline ovali opposte a due a due con una fogliolina centrale apicale. Ha fiori azzurro-violacei a racemo. Il frutto della liquirizia, lungo circa 2 cm è di di colore scuro con pochi semi ovali. Cresce nelle zone con clima marittimo, si raccoglie in autunno. Parte più importane di questa pianta la radice, a rizoma, grossa di colore marrone esternamente e giallastro all’interno.

 

Principi attivi

  • Composti triterpenici e loro derivati (specialmente glicirrizina)
  • Glucosidi flovonoidici
  • Glucosio
  • Vitamine

Proprietà curative

La radice di liquirizia è digestiva e antinfiammatoria gastrica grazie alla presenza dell’acido glicirretico e dei flavonoidi che aumentano la secrezione della mucosa, svolgendo contemporaneamente su di essa, in caso di infiammazione, un’azione lenitiva e cicatrizzante. E’ indicata quindi per gastritici e ulcerosi. Altre proprietà della liquirizia sono le seguenti:

  • Emolliente
  • Leggermente lassativa
  • Ipertensiva, perché provoca ritenzione di acqua e sodio e perdita di potassio. (E’ quindi sconsigliata agli ipertesi.)

Modalità d’assunzione

Si può assumere in tronchetti, dopo il pasto oppure si può masticare un bastoncino di radice. La radice essiccata è indicata per la preparazione di tisane, essendo ottima come dolcificante. Per chi soffre di gastrite consiglio una tisana a base di liquirizia e menta, da assumere per 20 giorni due tazze al dì.

 

Precauzioni

La liquirizia è sconsigliata agli ipertesi e alle donne in gravidanza.